La costruzione è stata commissionata dall’imperatore di origine ispanica Marco Ulpio Traiano (98-117 d.C.).
La colonna è stata eretta, isolata e monumentale, nel centro storico di Roma, proprio all’inizio della Via dei Fori Imperiali e subito dopo Piazza Venezia. Situata originariamente tra le due biblioteche e la Basilica Ulpia, la piú grande basilica romana, è uno dei pochi monumenti dell’epoca romana che sono giunti al giorno d’oggi quasi intatti.
È formata da 25 blocchi di marmo di 3,5 metri di diametro. La somma della misura della base, del fusto e del capitello, raggiunge un’altezza di 29,76 metri (esattamente cento piedi romani), raggiungendo quasi i quaranta metri se le aggiungiamo il basamento (un’iscrizione sulla porta di ingresso ricorda che queste erano le dimenzioni dello sgombero realizzato per dar luce al foro e agli adiacenti mercati traiani). La superficie esterna della colonna è decorata con un fregio in bassorilievo continuo di circa 200 metri di longitudine, che si sviluppa nella spirale lungo il fusto.
I bassorilievi contengono circa 2500 figure, lastre di marmo alte ciascuna un metro e di straordinaria qualitá artística, che illustrano schematicamente alcuni degli episodi piú importante delle guerre fatte dall’imperatore durante la conquista della Dacia, l’attuale Romania (101-103 e 107-108 d.C.): il passaggio sul Danubio, gli assedi delle cittá e gli accampamenti, la deportazione del popolo vinto, le esecuzioni, i combattimenti e i saccheggi dell’esercito, e altri avvenimenti. Il basamento tridimensionale è decorato con rilievi di armi barbare e scudi.
Riguardo la scala che percorre l’interno del fusto, tramite essa si accede alla piataforma che incorona l’enorme capitello, in cui originalmente era situata una statua dell’imperatore, sostituita nel 1587 con una di San Pietro, opera di Tommaso della Porta e Leonardo Sormani.
Alla morte di Traiano in Cilicia, in Asia Minore, le sue ceneri contenute in un’urna furono depositate all’interno del basamento, anche se non si sa quando furono prelevate cosí come la loro storia precedente, nonostante ció esistono leggende e tradizioni al riguardo.
Mandada levantar por el embajador de origen hispano Marco Ulpio Trajano (97-117 d.C.), se erige aislada y monumental en el centro histórico de Roma, justo al inicio de la via dei Fori Imperiali e inmediata a Piazza Venezia.
Situado originalmente entre las dos bibliotecas y la basílica Ulpia, la mayor basílica romana, es uno de los pocos monumentos de la época romana que han llegado casi intactos hasta nuestros días.
Consta de 25 bloques de mármol de 3,5 metros de diámetro. La suma de las medidas de la base, el fuste y el capitel alcanza una altura de 29,76 metros (exactamente cien pies romanos), llegando casi a los cuarenta metros si añadimos el plinto (una inscripción en la puerta de entrada nos recuerda que estas eran las dimensiones del claro realizado para dar luz al foro y al adyacente Mercado de Trajano). La superficie exterior de la columna está decorada con un friso continuo de bajorrelieves de unos 200 metros de longitud, que recorre el fuste en espiral.
Los bajorrelieves contienen unas 2.500 figuras, losas de mármol de un metro de altura cada una y de extraordinaria calidad artística, que ilustran esquemáticamente algunos de los episodios más importantes de las guerras libradas por el emperador durante la conquista de Dacia, la actual Rumanía (101-103 y 107-108 d.C.): el cruce del Danubio, los asedios a ciudades y campamentos, la deportación de los pueblos vencidos, las ejecuciones, los combates y saqueos del ejército, y otros acontecimientos. La base tridimensional está decorada con relieves de armas y escudos bárbaros.
En cuanto a la escalera que recorre el interior del fuste, a través de ella se accede a la meseta que corona el enorme capitel, en la que originalmente se encontraba una estatua del emperador, sustituida en 1587 por una de San Pedro, obra de Tommaso della Porta y Leonardo Sormani.
A la muerte de Trajano en Cilicia, Asia Menor, sus cenizas contenidas en una urna fueron depositadas en el interior del zócalo, aunque se desconoce cuándo fueron recogidas así como su historia anterior, si bien existen leyendas y tradiciones sobre ellas.